L'importanza di chiamarsi Ernest, Oscar Wilde
Oggi la recensione di un classico un po' particolare, e di cui potete vedere le commedia se la cercate su internet. Io ancora non l'ho vista, ma appena avrò voglia di vedere un film potrei puntare su quello, intanto ho letto il libro e ho anche pensato di commentarlo perchè è particolare e non lo avevo mai sentito nominare.
Titolo: L'importanza di chiamarsi ErnestAutore: Oscar Wilde
Prezzo: 7,90 euro
Casa editrice: Edizioni Clandestine
Trama:
Jack è un giovane nobiluomo che per sfuggire alla tediosa vita della campagna in cui vive si rifugia nella mondanità londinese sotto il falso nome di Ernesto. Algernoon, nobiluomo spiantato e ozioso, è il suo compagno di scorribande.Jack in visita a casa di Algernoon rivela di voler chiedere la mano di Gwendolyn e chiede di essere introdotto presso miss’s Augusta, madre della ragazza e zia dell’amico. Algernoon, naturalmente dopo essersi fatto pregare, introduce il compare. L’incontro avviene dopo pochi giorni con risultati disastrosi. Il fatto che Jack, in realtà trovatello, abbia acquistato il titolo di nobiltà, scandalizza profondamente Lady Augusta.Jack deluso, decide di dar fine a tutte le falsità e alla sua doppia vita. Organizza così le celebrazioni per la morte di Ernesto, suo alter ego cittadino ma soprattutto fratello degenere a cui dedicare molto tempo nell’inutile tentativo di condurlo alla redenzione. Si appresta a tornare alla casa di campagna sontuosamente bardato a lutto e con l’urna delle ceneri del fratello sotto braccio.Nel frattempo Algernoon decide che è venuto il tempo di mostrarsi alla giovane Cecily e anticipa l’amico a casa.Gwendolyn che ricambia volentieri le attenzioni di Jack, stizzita dalla presa di posizione della madre organizza la fuga per raggiungere l’amato in campagna.Algernoon completamente a suo agio nella villa di Jack accoglie il padrone di casa che tenta di persuaderlo a far le valige ma l’incontro con Cecily ha già generato effetti amorosi e Algernoon desiste dal partire. Jack e Algernoon si appartano per risolvere la questione. Giunge Gwendolyn che si ritrova a colloquio con Cecily e naturalmente fraintendimenti ed equivoci si sprecano, lo scontro è inevitabile. Tutte due meditano contro Ernesto non sapendo che Ernesto è due persone distinte.
Recensione:
lettura sorprendetemente leggera e soprattutto divertente, più di quanto mi sarei mai aspettata. Il fatto che si tratti di un testo teatrale non mi ha causato nessun problema, mi è bastato crearmi un piccolo teatro mentale ed è stato subito amore.
Non ne avevo mai sentito parlare, anche se il mio ragazzo mi aveva detto di aver letto un fumetto di paperino che si intitolava "L'importanza di chiamarsi Papernesto", e successivamente confrontandoci abbiamo scoperto che effettivamente si trattava della stessa storia, ma rivisitata.
Storia particolare, sicuramente poco realistica, ma avvincente e che mi ha tolto molti sorrisi e qualche insulto alle protagoniste per la loro totale superficialità e il loro attaccamento ad un semplicissimo nome, quale Ernesto.
Un testo semplice che può essere letto da chiunque e che va bene se si vuole passare un'oretta sotto l'ombrellone insieme ad un bel libro.
Una cosa curiosa che ho notato in un mio giro in libreria e che il titolo cambia a secondo della traduzione decisa. Infatti si può trovare con il titolo "L'importanza di chiamarsi Ernesto", ma anche "L'importanza di essere onesto" o "L'importanza di chiamarsi Franco"e altri, anche se meno usati, e questo è da attribuirsi al duplice significato della parola Earnest e dei diversi pareri riguardanti al significato che voleva attribuirli Wilde.
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