L'isola dei morti, Valerio Massimo Manfredi

Titolo: L'isola dei morti
Autore: Valerio Massimo Manfredi
Pagine: 76
Prezzo: 9,00 euro
Casa editrice: Mondadori

Trama:
Questa storia prende avvio e ispirazione dal rinvenimento e dallo scavo di due relitti medievali affondati presso l'isola, oggi sommersa in laguna, di San Marco in Boccalama, usata come luogo di sepoltura, se non di discarica, dei morti della peste del 1348. L'autore raccoglie gli elementi documentali di base di questa importante impresa archeologica ma rimescola completamente le carte per far partire un'avventura che subito decolla verso la dimensione dell'intrigo, del mistero e della caccia affannosa a un tesoro scomparso. Non si tratta di monete d'oro e d'argento né di un bottino di guerra dei marinai della Serenissima. Si tratta di un tesoro che nessuna somma di denaro potrebbe mai pagare, un patrimonio dell'anima, l'eredità di una mente superiore.

Recensione:

I libri storici non mi hanno mai ispirato alla lettura e non mi sono mai incuriositi, ma volevo provare a leggerne uno. Non credo che farò mai più tale esperienza in vita mia.
Il romanzo è breve, questo perchè, a quando ho capito è stato scritto per un ente e poi ripubblicato dalla Mondadori. Il romanzo però per me è no.
Il fatto che sia ambientato a Venezia e si apre la vicenda nel Vecchio ghetto ebraico, in cui sono stata, mi aveva subito colpita e suggestionato. Poi però i dialoghi sono diventati troppo incasinati e non riuscivo chi parlava e c'erano parti in cui non riuscivo proprio a capire di cosa parlavano, questo probabilmente perchè non è il mio genere e non sono abituata a leggere cose su come si trovano le date dei reperti tramite il carbonio 14 e cose del genere.
Devo dire che ci ho messo veramente un po' troppo a leggerlo anche se erano solo 76 pagine. I personaggi sono professori, ricercatori e finanziatori e devo dire che più che storico a me è sembrato un giallo. Poi, si, c'entrava la storia, ma anche nei libri di Dan Brown sono basati su fatti storici ben incastrati, ma non è considerato uno storico. Poi si scopre che sono riuscita a prendere l'unico libro non storico di Manfredi, che non sarebbe improbabile.
Almeno il libro è stato avvincete e non lo nego, ma non è il mio genere. Mi è piaciuto come lettura, ma non è stata delle migliori, prima o poi ritenterò a prendere in mano un libro storico di Manfredi, ma non tanto presto.
Però la copertina è bella.
Questo è un mio parere personale, se a voi è piaciuto ditemelo, non mi offendo, anzi ne sono curiosa e felice per voi, e se volete potete anche consigliarmi qualche libro storico che magari, potrei apprezzare di più. 

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